14 febbraio 2012
18 gennaio 2012
Pictures
8 novembre 2011
HappyThankYouMorePlease Felicità? Grazie e ancora prego!
HappyThankYouMorePlease
Felicità? Grazie e ancora prego!
Amore, amicizia, gratitudine,
visti attraverso le vite di sei ragazzi Newyorkesi, arrivate al punto in cui si
è troppo grandi per essere spensierati, ma ancora troppo giovani per essere
adulti. Così è come l’indipendente casa produttrice “Paper Street View”
definisce il suo Happythankyoumoreplease, nelle sale dal marzo 2011.
Josh Radnor, anche attore protagonista, inaugura la sua carriera da regista proprio con questo film; il risultato è una commedia che accanto alle risate per situazioni un po’ surreali, fa anche riflettere sulla situazione dei non più giovani ma quasi grandi, dei quasi trentenni che senza accorgersene si ritrovano a dover prendere decisioni per la loro vita. Tutto questo come se fossero catapultati in un nuovo mondo, da un momento all’altro e in modo abbastanza brutale.
Il più in difficoltà probabilmente è proprio Sam, un aspirante scrittore che tenta faticosamente di ottenere un contratto dalle case editrici. Durante il tragitto in metro per un colloquio di lavoro, Sam si accorge che un bambino non riesce a seguire la sua famiglia che scende dal treno, così preoccupato per il piccolo, cerca di ricongiungerlo con i suoi. Rasheed (Michael Algieri), però, non vuole tornare in quella famiglia, in realtà la settima affidataria in cui è piazzato. Così decide di seguire Sam, che non riesce proprio a sbarazzarsi di lui. Inizia fra i due uno strano rapporto, di stima e affetto reciproci. Sam si rende conto del pericolo che corre tenendo con sé il bambino, ma decide di non dare ascolto alla voce della sua coscienza, soprattutto quando, grazie a Rasheed, incontra la bellissima Mississippi (Kate Mara), barista di giorno, cabarettista di notte.
Ogni aspetto della vita di Sam è
sempre affidato al destino, alla non scelta, e questo è ricordato continuamente
dalla presenza dal ragazzino. Lo scrittore sa esattamente quale sarebbe la cosa
giusta da fare, ma cerca sempre di rimandare la decisione, perché adora stare con
Rasheed e teme che, andando alla polizia, glielo possano portare via ; allora
ci sta finché può, finché qualcun altro non prenderà una decisione.
Il leitmotiv dell’immaturità
messa alla prova si riscontra anche nelle vite degli altri protagonisti: in
quella di Annie (Malin Akerman), la migliore amica dello
scrittore, malata di alopecia, ma con un grandissimo amore per la vita, forse
esasperato proprio per nascondere la sofferenza per la
sua invalidità,
quando di fronte a un ex fidanzato egoista e scapestrato e a un collega che dimostra
un’ammirazione incredibile per lei, non riesce a scegliere. Scegliere quello
solido forte, mettersi di nuovo in gioco, o ricadere su quello squallido,
triste, ma più facile e scontato?
Anche la cugina di Sam, Mary Catherine
(Zoe
Kazan), e il suo ragazzo Charlie (Pablo
Schreiber) si trovano di fronte ad un bivio: crescere insieme,
costruire qualcosa di solido, fare rinunce l’uno per l’altra, oppure abbandonare
tutto per mancanza di coraggio?
E poi c’è Mississippi: forse
quella che nel percorso della vita si trova più avanti, l’unica che almeno la
buona volontà per prendere la strada giusta, per crescere e magari anche insieme
a Sam, è disponibile a metterla.
Crescere è difficile, ma a farlo
con uno spirito diverso, sembra più piacevole; bisogna quindi essere in grado
di vivere dicendo “Grazie, e ancora prego” come se mentre ringraziamo, riuscissimo
a fare qualcosa per qualcun altro, così che ci ringrazi e che noi possiamo dire
“prego”.
Gentilezza, dolcezza,
disponibilità, voglia di mettersi in gioco...una filosofia di vita che forse
non garantisce la felicità, ma che se accompagnata dalle note un po’ country e
soft di Jaymay, dei TMTS, dei Shout Out Louds e dei The Brendan Hines, almeno
un sorriso, per quel centinaio di minuti, riesce a farlo spuntare.
Una storia a colori pastello e
con scene lente è quella per la quale possiamo promuovere Josh Radnor.
23 ottobre 2011
Ciao Sic..
perchè prorpio te, Marco..? Il
pilota che non potevi non amare, perchè era un bambinone, gigante e
goffo sulla sua moto, senza pensieri, senza paura..capace di azioni
folli.. di lui ho sempre detto, "se non fa qualche cazzata arriva sul
podio.." doveva crescere, maturare.. una delle più grandi promesse del
moto gp.. uno sportivo pieno di fantasia, gioia..sempre sorridente..a
cui ridevano sempre gli occhi..
Un abbraccio a Vale, che in questo momento è distrutto, per aver person un amico..
e a Colin, probabilmente distrutto dai sensi di colpa...
4 giugno 2011
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